giovedì 7 giugno 2018

MIA MADRE NON RINGRAZIERA' (8 febbraio 1989)

Scritto del febbraio 89 (25 e 3 mesi). Anni in cui la droga uccideva giornalmente tanti giovani e in cui tanti giovani delinquevano per procurarsela. Ogni tanto una notizia sul sequestro di forti quantità, per far credere si stesse combattendo il fenomeno. Ma, nonostante ciò, quella che girava, superava di gran misura quella sequestrata (senza chiedersi poi, quest'ultima, che fine facesse).  Anni in cui era più facile venirne risucchiati che restarne fuori e i genitori avevano il terrore che i loro figli, a loro insaputa, potevano caderci.

Io comprendo il mondo quando fa le scene
per le grandi quantità sequestrate alle dogane,
piccole percentuali di quelle nelle vene
dei suoi giovani figli malati di ragione.
Io ho le unghia corte, mangiate dalla fame,
deboli e nervose per non essere affondate;
tu che mi comandi, che mi ordini di fare,
le tue unghia sono forti, pulite e profumate.
Perché la nostra carne non deve mai guastarsi,
purché la nostra mente non riesca a concentrarsi,
affinché le nostre ossa possano poi rialzarsi
e le nostre mani, sporcarsi e ripulirsi.
Mia madre è lì che stira vicino alla finestra,
sorride alla fortuna di quattro figli onesti;
ieri però piangeva ascoltando le notizie
e svuotava le sue tasche, sperando le bastasse.
Ma non ringrazierà di certo l'andamento,
il ritmo della strada o i verbi delle vie;
e non ringrazierà tutto il tempo perso a scuola
ma fiera sorriderà inneggiando alla fortuna.
E non ringrazierà gli odori di borgata,
né la vicinanza di un campo e di una chiesa;
e non s'inchinerà dinnanzi a un chiar di luna,
ma gaia sorriderà, baciando in fronte la sua fortuna.
Io capisco il mondo quando fa le scene
per ogni azione buona che riesce a fare,
ma per qualsiasi cosa e in qualsiasi situazione,
mia madre, di sicuro, non lo ringrazierà. 

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