venerdì 30 settembre 2022

Nel frattempo

Nel frattempo che ci decidiamo a cambiare aria, mi sfogo qui. 
Oramai tutto quello che posto su fb riceve pochissimi favori, e sempre dalle stesse persone, la maggior parte delle quali, non ha nemmeno tutto questo bisogno di scossoni xchè prevalentemente sono persone che, chi più chi meno, gli occhi li ha già aperti. E questo mi preoccupa. Non me ne fotte veramente un cazzo dei like, mica vivo di quello io, ma mi fa tristezza e desta preoccupazione il fatto che sono tantissimi quelli che non seguono più le vicende attuali. La pandemia, la guerra, le emergenze, sembrano aver tutti accettato ormai questo trand e gli vanno dietro senza farsi più domande. Quando invece di domande ce ne sarebbero veramente tante da porsi. In questi due anni e mezzo passati dalla pandemia alla guerra e quindi alle susseguenti crisi economico finanziarie, ambientali, il gas, la corrente e compagnia bella, ho avuto modo di appassionarmi e seguire tutte queste vicende attraverso più organi di informazione; certo, soprattutto organi di contro- informazione, in quanto per me è così scontato che i canali mainstream siano tutti palesemente corrotti. Lo vedi chiaramente quando ad esempio invitano qualche illustre personaggio che non segue il pensiero unico e lo trattano a pesci in faccia come fosse un appestato, un untore. Mentre fanno diventare star del piccolo schermo personaggi di dubbia integrità etica e morale dandogli tutto lo spazio possibile e immaginabile lasciandoli parlare senza interromperli ogni venti secondi, come fanno con i precedentemente citati, con lo scopo di buttarla in caciara, farli innervosire al punto di costringerli spesso ad alzarsi e andarsene buttandoli così in pasto ai dormienti telespettatori che a quel punto improvvisamente si destano come se non vedessero l'ora che ciò accadesse per poi scaraventarsi con la bava alla bocca addosso a questi poveretti ormai pentiti di aver ceduto agli ingannevoli inviti. Ormai per me è talmente tutto così chiaro e scontato che non ce la faccio a fare finta di niente. E vorrei che tutti si rendessero conto che stiamo vivendo una vita non scelta che pensiamo però di averla invece decisa noi. Ci hanno ingannati e sono decenni e decenni che lo fanno; ci siamo fatti lobotomizzare credendo davvero fossero indispensabili tutte le cose che ci propinavano, quando invece avremmo continuato a vivere serenamente anche senza tutta questa troppa tecnologia, spacciata appunto per cosa buona e utile, ma nascondendo tutta la versione demoniaca che in realtà c'è dietro. Adesso invece, quello che in questi giorni conta di più, che cos'è? Sono le vocali alla fine di una parola e la battaglia femminista (che non somiglia manco alla lontana a quella degli anni 70) affinché vengano sostituite da un asterisco, sono i capelli della astronauta Cristoforetti, i divorzi dei "Vippese" , il tormentone che torna ogni anno come un disco spagnolo sui diritti dei gay (sacrosanti, per carità, ma che due coglioni!!!) e una serie infinita di argomenti sterili portati alla luce da chi intanto lavora al buio per continuare ad arricchire i potenti e impoverire sempre di più i ceti inferiori. E io divento pazzo. Sono incazzato con me stesso per non avermi dato la possibilità di ampliare in passato la conoscenza politica e non aver studiato per avere una mente più allenata a dialoghi storici e un lessico più ricco e "scivoloso", perché così le persone più "intellettuali" possono subito bocciarmi o rimandarmi a settembre snobbandoni in quanto non all'altezza della situazione; ma sono anche così sicuro delle mie sensazioni, della fiducia che, spontaneamente, ripongo o non ripongo verso le persone a seconda di quello che energeticamente queste mi trasmettono, che non ho quasi nessun dubbio sul fatto di aver azzeccato parecchie situazioni contingenti. 
Credo che la situazione nel mondo sia destinata a peggiorare, non perché sia pessimista, ma perché "deve" peggiorare, è stato deciso così e così sarà. A meno che non ci sia un improvviso ed eclatante risveglio di massa che glielo impedisca. Qui stanno chiudendo migliaia di attività e, di conseguenza, aumentando le famiglie povere che diventeranno bisognose al punto di arrivare a delinquere. È in atto una vera e propria guerra tra poveri che gioca ai potenti xchè ci autoelimineremo da soli, senza fargli fare nemmeno tanta fatica. 
Lo scopo di questi ricchi esseri disumani è quello di rimanere in "pochi" sulla terra e di transumanizzare il resto degli esseri umani rimasti, la giusta quantità, sempre già decisa e scelta da loro in base a criteri che dovrebbero corrispondere a dettami da loro stessi postulati tipo capacità di abnegazione e forte impulso all'obbedienza senza se e senza ma ai quali, chimicamente, verranno contaminate quelle cellule che regolano i sentimenti, che sono pericolosi, per avere vere e proprie macchine umane al loro completo servizio. Hanno deciso di costruire un mondo di élite cancellando totalmente la povertà e la violenza perché tutti avrebbero tutto ciò che gli occorre per vivere senza ricorrere a comportamenti estremi. Si lo so, sembro un pazzo e magari lo sono.. MAGARI! Sarei veramente felice di esserlo e di scoprire di essermi lasciato trasportare da un filone assurdo di follia. Tutto questo sembra un film di fantascienza, ma ho paura che non lo sia. Tutto è già disponibile, non gli manca più niente, per questo sono partiti determinati con il progetto pensato da decenni ma che solo ora è pronto per andare a dama. Sono preoccupatissimo per mio figlio, che è disabile, e cioè una categoria assolutamente inutile per questi e quindi tra i primi a dover essere eliminati. Per questo nel frattempo che tutto questo accada, cercheremo di nasconderci il più possibile in qualche paesino sperduto o comunque non visibile quanto una città.

mercoledì 28 settembre 2022

oggi, 28 settembre...

Me so detto: o sai che c'è? Me creo un blog e ce scrivo tutto quello che me pare perché tanto su facebook manco più mi madre me segue, me so fatto un sacco de nemici e un sacco de artri che, pure se me vònno bene, nu' mme sopportano più. E manco lo pubblicizzo! Scrivo e basta. Poi se quarcuno ce capita pe sbajo, cazzi suoi. Poi me so ricordato che ce ne avevo uno già avviato, ortre a un artro dove ce scrivevo i testi quanno pensavo d'esse un po' bravo a scrive testi, e su questo qui invece ce mettevo quelli che avevo scritto prima der 2000.  Così ho detto: allora lo riavvio, e quelle du stronzate che ciavevo già scritto ce le lascio, sticazzi. 
Tra la pandemia e la guerra ho dato er peggio de me su fb; er veleno m'è uscito tutto insieme.. no, veramente avevo già iniziato a rompercazzo a tutti cor movimento cinque stelle ner 2016 o 17 nu' mme ricordo bene.. pensa te! Pe prenne le parti a questi che poi se so rilevati peracottari, me so fatto terra bruciata intorno. Un po' però avevo recuperato. Poi a me me piace (ho scoperto che "a me mi" adesso se po' dí)  fa ride le persone, x cui piano piano tanti hanno ricominciato a seguimme, ma sti urtimi quasi tre anni, BOOM! è riscoppiato tutto. Pe falla breve, io so un complottista! Prima sta parola me dava fastidio, ma poi m'è iniziata a piacé perché ho capito che esse complottista è sinonimo de intelligenza, fino chiaramente a che nun se esaggera, insomma che nun se arrivi alla terra piatta. Sulle scie chimiche per esempio nu' mme so mai pronunciato, Nun ho mai voluto approfondí, ma urtimamente c'è stato un servizio der Tg2 che ne ha parlato, cioè, ha parlato della possibilità de influenzà er meteo attraverso proprio gettate de materiale chimico dall'aerei,  e quelli nun credo proprio che siano complottisti, anzi! Stanno dentro ar sistema co tutte le scarpe!  Ma né la pandemia né la guerra m'hanno mai convinto dar principio. 
E poi scrivo ner modo che più me va in quer momento, tanto, me la sono e me la canto da solo, lo posso fà. Oggi le parole ner cervello me girano in romanesco, dentro la testa, e in quer modo le riverso.

giovedì 7 giugno 2018

CONTINUO A SCRIVERE DI LUI (28 settembre 1989)

Scritto del settembre 89 (25 e 10 mesi). A quasi due anni dall'incidente dei miei amici, un pensiero a quello che, in quel momento, era, tra i cinque, quello che frequentavo di più. Il giorno dopo l'incidente sarebbe stato il suo 24° compleanno. Il giorno dopo ancora, il mio, con la stessa cifra. E, il giorno del mio 24°, saremmo dovuti partire insieme, per l'ennesimo viaggio in Francia per lavoro.

Marco aveva gli anni miei, 
un giorno in più,
ed una forza da far paura;
una famiglia che lo adorava
e che, senza lui, proprio non poteva.
Nei suoi occhi la dolcezza,
nelle mani tanta grinta,
un misto d'angelo e animale che, 
Cristo! 
Gli stava proprio bene.
Lui non amava star seduto;
lui non sapeva andare piano
e se vedeva litigare,
s'intrometteva e ci sapeva fare.
Un giorno mi volle incontrare,
aveva il volto imbambolato,
non pianse, fuori, ma si sfogò:
lei, così piccola, lo aveva lasciato.
Mi disse cose che non a tutti diceva
e lo viddi, per un attimo, diventare pulcino;
quella montagna massiccia e rocciosa,
aveva un cuore dolorante e ferito.
Marco, da due anni, oramai non c'è più;
la sua famiglia non si rassegna;
gli altri amici lo cercano ancora
ed io, continuo a scrivere di lui. 

IL TEMPO PASSA MA NON CANCELLA (settembre 1988)

Scritto del settembre 88 (24 e 10 mesi). Sfogo a 10 mesi di distanza dal terribile incidente stradale in cui morirono 5 miei amici. Erano amici nuovi, pieni di vita, amici che avevo da poco più di un anno iniziato a frequentare per via del fatto che due di loro erano anche colleghi di lavoro. Non ero mai stato, fino ad allora, un credente, ma iniziavo a farmi delle domande; domande che cessai di pormi proprio dopo questo episodio. Per me, loro, rappresentavano una rinascita, dopo la delusione degli altri, quelli d'infanzia che, nel frattempo, avevano iniziato il loro percorso verso la droga pesante.

Se fossi l'unico padrone della mia vita,
almeno come di questa maglietta,
non starei certo a far distinzione
e da sopra il corpo, la sfilerei.
Se è proprio vero che Tu ci sei,
perché ti sei preso gli amici miei?
Perché a quell'attimo di distrazione,
hai permesso di fare da padrone?
Il tempo passa, ma non cancella;
non siamo dei quaderni dentro una cartella;
non siamo fogli scritti e poi dimenticati,
in molti hanno sorriso quando siamo nati.
Il tempo passa, ma non cancella;
già è poca l'allegria, toglici anche quella!
così potremo dire, senza alcun timore,
di stare in questo mondo soltanto per pagare.



MIA MADRE NON RINGRAZIERA' (8 febbraio 1989)

Scritto del febbraio 89 (25 e 3 mesi). Anni in cui la droga uccideva giornalmente tanti giovani e in cui tanti giovani delinquevano per procurarsela. Ogni tanto una notizia sul sequestro di forti quantità, per far credere si stesse combattendo il fenomeno. Ma, nonostante ciò, quella che girava, superava di gran misura quella sequestrata (senza chiedersi poi, quest'ultima, che fine facesse).  Anni in cui era più facile venirne risucchiati che restarne fuori e i genitori avevano il terrore che i loro figli, a loro insaputa, potevano caderci.

Io comprendo il mondo quando fa le scene
per le grandi quantità sequestrate alle dogane,
piccole percentuali di quelle nelle vene
dei suoi giovani figli malati di ragione.
Io ho le unghia corte, mangiate dalla fame,
deboli e nervose per non essere affondate;
tu che mi comandi, che mi ordini di fare,
le tue unghia sono forti, pulite e profumate.
Perché la nostra carne non deve mai guastarsi,
purché la nostra mente non riesca a concentrarsi,
affinché le nostre ossa possano poi rialzarsi
e le nostre mani, sporcarsi e ripulirsi.
Mia madre è lì che stira vicino alla finestra,
sorride alla fortuna di quattro figli onesti;
ieri però piangeva ascoltando le notizie
e svuotava le sue tasche, sperando le bastasse.
Ma non ringrazierà di certo l'andamento,
il ritmo della strada o i verbi delle vie;
e non ringrazierà tutto il tempo perso a scuola
ma fiera sorriderà inneggiando alla fortuna.
E non ringrazierà gli odori di borgata,
né la vicinanza di un campo e di una chiesa;
e non s'inchinerà dinnanzi a un chiar di luna,
ma gaia sorriderà, baciando in fronte la sua fortuna.
Io capisco il mondo quando fa le scene
per ogni azione buona che riesce a fare,
ma per qualsiasi cosa e in qualsiasi situazione,
mia madre, di sicuro, non lo ringrazierà. 

ALLA DONNA DEL 90 (31 maggio 1989)

Scritto del maggio 89 (25 anni e mezzo) dove si evince la voglia e la bramosia di avere storie sentimentali, ma anche l'inquietudine, la paura, l'imbarazzo e l'immaturità camuffate, per difesa, dalla volontà di essere libero.

Per le strade t'incontro, ti sorrido e t'invento;
forse tu non mi noti, poi ti volti e sparisci.
Lo sai già la mattina, quando esci di casa,
che di fuori i miei occhi non sapranno ignorarti.
Si, ma vedi, le cose, forse sai anche questo,
come stanno realmente, sono assai differenti;
oltre a quel mio pensiero c'è un enorme foschia,
dopo quella tua scia, il mistero m'invade.
Sono troppe le cose che mi fanno frenare,
troppi sono quegli uomini che non san più che dire;
e non mi va di rischiare, di tentare la fuga,
da questa vita confusa, ma nei suoi limiti, mia.
Però, non c'è che dire, sei bella assai da guardare;
viene spontaneo sorriderti, sognarti ed inventarti.
E smettila di sentirti l' irriducibile oggetto;
prova solo a pensare alla paura che dai. 
Tu, con le tue indecisioni, la tua fretta di fare,
le tue aspettative, le follie del tuo cuore.  
E non calarti nel ruolo di chi deve reagire,
quando, se vai a vedere, sei tu a far ciò che ti pare.
Comunque, non ti fermare, non è tempo sprecato
quello che ogni mattina spendi dentro al tuo bagno;
continua pure a passare, a lasciare la scia;
donna, non ti arrabbiare, ma mi vai bene così.

DOV'ERI? (25 maggio 1990)

Scritto del maggio 90 (26 anni e mezzo). Un periodo certamente difficile quando, come unica vera amicizia, avevo la scrittura, nella quale indirizzavo tutto il mio malessere, ma anche le mie speranze, le mie fantasie e la voglia, comunque, di rimanere in piedi.

Dov'eri mentre io mi stranivo?
Forse, coperta dai troppi pensieri,
restavi a casa e non uscivi.
E intanto, io mi stranivo.
Tornavo dal lavoro e mi sdraiavo;
iniziavo a scrivere, ma poi tagliavo;
mettevo un disco, ma subito cambiavo.
Ma tu, dov'eri mentre mi stranivo?
Rinchiusa nei tuoi sogni, son sicuro.
Provavi a immaginare il mondo a modo tuo
e a modo tuo vedevi chi ti stava intorno,
ma, a poco a poco, si sfumava tutto.
E intanto io mi stranivo.
Cambiavo i ruoli a semplici persone
mettendole sul podio del mio cuore
per poi vederle, lentamente, frantumare.
Ma intanto, tu dov'eri?
Starai senz'altro ponendoti la mia stessa questione;
io, che sono ad un passo dal bruciare tutto,
se continuo a chiederti e a non trovarti mai.